Costruire politiche locali partecipate sul cibo

Hungry for Right, DESBri, EXPO 2015

Cibo e uomo, una relazione che non soddisfa solamente il bisogno dell’uomo di alimentarsi. Cibo significa salute, dignità, lavoro. E’ il legame dell’uomo con la terra e le proprie radici. Cibo è arte e cultura. Il cibo si offre come mediatore di relazioni, virtuoso intreccio di tradizioni, ecologia e cultura: promotore di processi di coesione sociale e di riterritorializzazione. Il progetto europeo Hungry for Rights si pone a sostegno dei processi di cambiamento sociale promossi dai sistemi agro-alimentari alternativi (AFS) a livello europeo (Francia,Lituania,Cipro,Scozia,Italia) ed internazionale (Senegal). I sistemi alimentari alternativi, reti a base comunitaria caratterizzate da prossimità territoriale e da un’organizzazione sociale orientata alla condivisione, rappresentano un’importante testimonianza di nuove dinamiche di sviluppo socioeconomico. All’interno dell’agenda mondiale per la sicurezza alimentare, questi modelli costituiscono un’alternativa credibile di fronte alle difficoltà nate dalla globalizzazione del commercio.

Sul territorio lombardo  questi soggetti (reti di economia solidale, gruppi di acquisto solidale, produttori locali) hanno maturato esperienza significativa sia rispetto ai contenuti  che ai modelli organizzativi di comunità proposti e dovrebbero essere riconosciuti come interlocutori dalle amministrazioni pubbliche rispetto alle politiche locali del cibo. E’ evidente come questi  soggetti  potrebbero diventare  portatori di pratiche innovative anche a livello di economie territoriali ad esempio attraverso la stipula di contratti di coltivazione con i produttori locali del parco agricolo sud di cui potrebbero modificare l’assetto produttivo.
Il progetto Hungry for Rights si propone di sostenere il processo di formazione a livello territoriale di Food Councils ovvero di organi  di concertazione rispetto alle politiche  del cibo rappresentativi delle istanze  dei diversi portatori di interesse locali.

Le istituzioni locali stanno iniziando ad orientarsi in tal senso. Il comune di Milano durante il summit dei sindaci  delle città aderenti a “C40 Cities” svoltasi a Johannesburg il 6 febbraio 2014, ha dichiarato di volersi dotare di una food policy ovvero di uno strumento di pianificazione integrata sul cibo.

Un primo momento di presentazione del percorso di avvio  di questo processo agli attori della società civile impegnati nel percorso di promozione dei food councils, è stato il workshop organizzato durante il convegno internazionale di Mani Tese .Vi hanno preso parte  20 food catalyst, animatori di rete del progetto HFR , alcuni rappresentanti del settore internazionale del comune di Milano e Andrea di Stefano, presidente del comitato scientifico dell’associazione economia e sostenibilità.

Il primo passo in questa direzione sarà un assessment, una valutazione, condotta da un team di ricercatori, pensata su tre pilastri: nutrizione, ambiente e inclusione sociale. La scelta di questi tre assi di ricerca deriva da uno studio comparativo delle migliori best practices realizzate a livello internazionale in città come Londra, Vancouver, Toronto. L’importanza della ricerca rispetto a queste tematiche emerge anche dalle riflessioni poste dagli esperti presenti all’incontro. La Lombardia è la regione con il piu’ alto tasso di mense biologiche ma il 90% dei prodotti utilizzati non proviene da economie locali. Emerge quindi il ruolo fondamentale dell’attore pubblico che attraverso le normative puo’ indirizzare strategicamente l’azione. E ancora, attualmente non si ha una mappatura dei flussi regionali dei prodotti agricoli che entrano ed escono dalla città di Milano. Il secondo passo sarà la presentazione dei risultati ad un  tavolo di concertazione composto da esponenti della società civile, università, imprese, produttori agricoli che avranno  il compito di analizzare quanto proposto dai ricercatori. Gli esponenti della società civile chiamati a sedere attorno al tavolo saranno selezionati a partire da call for proposal e call for actions indette dalla municipalità. Il risultato di questo processo di concertazione sarà la food policy di cui si doterà il comune. La food policy oltre ad essere strumento strategico di pianificazione assumerà chiaramente anche un alto valore politico. Scegliere ad esempio di inserire nella propria food policy clausole rispetto alla tutela dei diritti dei lavoratori, dell’ambiente o sui sistemi di produzione e consumo sarà chiaramente un atto di indirizzo politico.

 

A cura del progetto “Hungry for rights”

 

Fonte: expodeipopoli.it - Leggi l'articolo originale