La Rete di Economia Solidale (RES) lombarda, di cui anche il DESBri fa parte, ha proposto 5 domande ai canditati alle primarie del centro sinistra, in attese di porle ai contendenti alla poltrona di Governatore della Lombardia.
Il primo a rispondere è stato Andrea Di Stefano:
Domanda 1.
Che valutazione date del ruolo dell’economia solidale, definita anche 'economia delle relazioni', in Lombardia? Potreste impegnarvi affinché la nuova giunta acceleri la discussione e l’approvazione del Progetto di legge n.0077 “Promozione e sviluppo dell'economia solidale e dei prodotti agroalimentari a chilometro zero, da filiera corta e di qualità”, elaborato con il supporto di esponenti ecosol lombardi da alcuni consiglieri del CS, ma non discusso nella attuale legislatura? In particolare potete impegnarvi affinché venga istituito il “Tavolo regionale dell’economia solidale, quale strumento di programmazione, confronto e partecipazione dei soggetti che promuovono l’economia solidale”, previsto in tale progetto di legge?
R1. Mi impegnerò da subito affinché la proposta di legge venga fatta propria dalla prossima Giunta. Penso che il Tavolo debba essere attivato mentre si perfeziona la proposta di legge perché ritengo che si possa fare di più considerando specifiche proposte che vadano oltre una generica proposta di contributi. Se pensiamo di dover sviluppare i DES dobbiamo ipotizzare specifici strumenti (contratti di reti di impresa, sostegno allo sviluppo dei sistemi economici) anche mediante la realizzazione di uno specifico studio sulla logistica. Credo che vadano poi rafforzati gli strumenti di legge regionale per cercare di destinare spazi (coperti e non) ai produttori (ovviamente non solo quelli legati ai GAS-DES) sapendo che a volte gli spazi non sono sufficienti e che potrebbero, quindi, essere ipotizzate agenzie locali di promozione dei produttori (non solo agricoli).
Domanda 2.
Quali sono gli elementi di analisi generale della situazione attuale di crisi strutturale, economica, ambientale e sociale, che colpisce anche la Lombardia, cui i candidati fanno riferimento? Che tipo di quadro generale collegano alla loro analisi, da cui far discendere le politiche pubbliche innovative proposte nella nostra regione? Pensano di sostenere le politiche nazionali basate principalmente sul taglio della spesa pubblica e dei servizi sociali? In ogni caso, quali provvedimenti propongono a favore del "ben-essere" e del “ben-vivere” dei cittadini lombardi, in particolare quelli maggiormente colpiti dalla crisi, garantendo quindi, se condivisi, eticità, criteri di equità, solidarietà e tutela dell’ambiente?
R2. Ovviamente le politiche a cui ritengo che si debba puntare sono antitetiche rispetto a quelle perseguite da Monti e dalla trojka comunitaria. In particolare sulle politiche economiche vi invito a visitare www.perunaltralombardia.it dove potete trovare diversi approfondimenti, mentre sono in corso di elaborazione proposte specifiche sulla mobilità sostenibile, il piano energetico regionale, il piano biodiversità regionale che si intrecciano con le politiche economiche e ambientali della RL.
Domanda 3.
Cosa pensate della volontà, già manifestata all’attuale Ass.re regionale all’agricoltura, che nel prossimo PSR vengano riconosciute anche le istanze a sostegno dell'agricoltura agro-ecologica e dei percorsi di partenariato diretto tra produttori e consumatori? Ritenete di poter sostenere la richiesta che, chi si attiva sui territori per la promozione delle filiere corte "buone, pulite e giuste", possa esprimere nel tempo valutazioni e proposte su tali tematiche allo stesso modo ed ai medesimi Tavoli cui sono ammessi gli altri Attori del comparto Agricoltura? Come pensate si possa far conoscere a tutti gli Attori interessati quali misure e strumenti siano in discussione per il prossimo PSR e, più in generale, nella politica agricola lombarda?
R3. Mi sembra un buon inizio da parte degli organismi regionali che penso possano, però, fare di più adottando rapidamente misure agro ambientali che tengano conto anche del ruolo di programmazione della domanda e offerta di derrate alimentari.
Domanda 4.
Quali misure prevedete per una tutela attiva dei Parchi regionali e più in generale del territorio lombardo, che non sia solo di difesa e di salvaguardia, ma che riassegni ad un nuovo rapporto tra città e campagna, tra montagna e pianura un ruolo strutturale di definizione del modello insediativo e di fruizione del territorio? Come pensate di restituire ai sistemi locali capacità economica e sociale attiva e nuove potenzialità di progetto di sé e delle città? Come pensate di realizzare un’altra prospettiva nell’affrontare il problema del consumo di suolo, nonché a porre discriminanti nella concezione di EXPO 2015, affinché assuma come essenziale, nella tematica di “nutrire il pianeta”, il progetto e la sperimentazione di piani per “nutrire le città” lombarde?
R4. Una strada per rendere il sistema dei Parchi uno dei pilastri delle politiche economiche della RL è quella di inserire le aree protette in un nuovo piano strategico della Regione che muova dalla considerazione che i parchi non sono un accessorio (come l'ambiente che è un vincolo!) ma un asse per la sostenibilità ambientale e sociale.
Domanda 5.
Come pensate possa intervenire concretamente la Regione rispetto alle conseguenze nefaste del modello di sviluppo legato alla “crescita senza fine”? Ad es.:rispetto al decreto che prevede la vendita delle terre agricole demaniali:
R. intervenire subito a livello regionale
D. rispetto all'eliminazione dei finanziamenti regionali a copertura dei costi di certificazione concessi agli agricoltori che scelgono il metodo biologico?
R. ripristinarli come asse della politica economico ambientale
D. rispetto alla costruzione di infrastrutture che come le tangenziali esterne milanesi o i raccordi autostradali tipo BreBeMI o Pedemontana, non solo propongono l’inattuale modello della sola mobilità su gomma, ma, sottraendo terreni pregiati all’agricoltura, attentano al diritto delle comunità locali ad un cibo di qualità?
R. revisione di tutti i progetti non cantierizzati e verifica immediata della sostenibilità finanziaria dei cantieri aperti
D. Quali strumenti finanziari regionali pensate siano possibili per sostenere piuttosto i sistemi economici locali, e in particolare le imprese sociali che possono costruire lavoro per i giovani nei campi delle energie rinnovabili, della mobilità, della logistica e del turismo sostenibili, dell’agricoltura ecologica?
R. microcredito, bond di distretto, agenzie di promozione delle economie territoriali.
Attendiamo ora le risposte degli altri due candidati.