FERMIAMO LA TEEM (Tangenziale Est Esterna di Milano)

spiga e madia, no-teem

Il movimento No TEEM ha attivato recentemente una raccolta firme on-line per ribadire la propria contrarietà ad un’opera che distrugge e stravolge irreversibilmente un vasto territorio.

Probabilmente questo strumento non fermerà l’opera, considerata “strategica” dalla politica, ma è comunque una modalità per ribadire il proprio dissenso da parte del territorio e dei cittadini che lo compongono a questa ennesima striscia d’asfalto, i cui costi sono da primato mondiale (1 km = 80 milioni di euro),

Clicca qui per firmare:
https://www.avaaz.org/it/petition/FERMIAMO_LA_TEM_Tangenziale_Est_Esterna_di_Milano/

 

Perché è importante firmare?

Oggi siamo qui per denunciare, oltre allo scempio documentato dalle immagini del nostro territorio, anche e soprattutto le vergognose politiche del governo di larghe intese che stanzia, una volta di più, soldi pubblici per opere infrastrutturali inutili e fortemente impattanti sul territorio.

E' notizia di questi giorni che il governo, attraverso il cosiddetto decreto del fare, crea un fondo da 2 miliardi di euro “per consentire nell’anno 2013 la continuità dei cantieri in corso, ovvero il perfezionamento degli atti contrattuali finalizzati all’avvio dei lavori”, riservando ben 350 milioni di euro (soldi pubblici) al sostegno della TEEM.

Vogliamo far rilevare che, paradossalmente, ancora oggi il sito Tangenziale Esterna riporta nella sua pagina “Costi e Risorse” le seguenti affermazioni:

"Il progetto della Tangenziale Est Esterna è completamente autofinanziato. Per l’ Autostrada non verrà speso neanche un euro di risorse pubbliche.

Per la realizzazione della nuova Tangenziale Est, il progetto preliminare prevede un investimento di circa 1.700 milioni di Euro. (oggi la cifra e' gia' stata abbondantemente rivista e si aggira attorno ai 2012 milioni - ndr)

Si opererà attraverso la logica della “finanza di progetto”, con una novità rilevante:
in questo caso non ci sarà alcun esborso di soldi pubblici, in quanto le risorse finanziarie necessarie saranno garantite interamente dai privati..."

Come stiamo ormai dichiarando da lungo tempo, quanto società TEEM afferma sono solo fandonie che abbiamo sempre denunciato come tali.

La motivazione di questa evidente forzatura viene ricondotta all’idea del rilancio infrastrutturale come volano di crescita economica e creazione di nuovi e indispensabili posti di lavoro. Millanterie.

Infatti, ciò che ha dichiarato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, alla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati esattamente il, 21 maggio 2013, è quanto segue: "Chi sono coloro ai quali le nostre politiche si rivolgono? Chi ne trarrà vantaggio ? Certo, le imprese, l’economia, ma questo non ci basta. Dovrà trarne vantaggio anche l’ambiente, la coesione sociale (centralità dei problemi ad alta valenza sociale: casa, trasporto pubblico locale) etc...."

Certo è che il ministro Lupi, prima di fare queste osservazioni, non ha visitato il nostro territorio e non si è fatto, come spesso accade a chi vive di e nel Palazzo, la minima idea di cosa accada nella realtà e cosa la gente voglia.

Proponiamo al ministro Lupi le immagini del nostro territorio che parlano da se' e che non raccontano certo di alcun vantaggio ambientale.

Vogliamo ribadire, e i fatti ce ne danno conferma, che quanto stanziato non serve ai cittadini né tantomeno alle imprese o all'economia del territorio, ma rappresenta solo una ulteriore sottrazione di risorse economiche che vengono così negate ai fabbisogni delle famiglie e delle imprese in questa fase di forte crisi di accesso al credito.

Chiediamo ai Sindaci dei territori stravolti dall’opera e ai quali vogliamo ricordare il ruolo di primi tutori della salute pubblica dei loro concittadini ed elettori, di esprimersi sulle opere compensative e di mitigazione ambientale connesse alla TEEM e a suo tempo promesse e sottoscritte in un accordo di programma. Chiediamo loro di comunicare alla popolazione, quale presupposto irrinunciabile alla realizzazione della TEEM, su quali garanzie continuino a credere che queste opere verranno realizzate, quali azioni siano state adottate per ridurre i disagi presenti, ma soprattutto futuri, che questa cantierizzazione selvaggia creerà nei prossimi anni, come intendono informare e coinvolgere i loro cittadini sulla questione TEEM a cantieri già avviati.

Ribadiamo che in tempo di crisi, ma non solo, i soldi pubblici dovrebbbero avere ben altre priorità:

LAVORO, SALUTE, TRASPORTO PUBBLICO ,SCUOLA

Per questo non ci arrendiamo e continueremo la nostra lotta dal basso per sostenere con forza i ricorsi giudiziari presentati contro la TEEM e gli esposti alla Sovraintendenza, per rilanciare il trasporto pubblico e la mobilità alternativa, l’agricoltura, l’edilizia scolastica, la manutenzione del territorio e la buona occupazione per bloccare le nuove autostrade inutili e dannose”, in particolare la TEEM, l’autostrada già dichiarata “sfascia parchi”, per la natura del suo tracciato fortemente impattante sul territorio a vocazione agricola più fertile d’Europa.

RILANCIAMO PERTANTO LA PROPOSTA DI UN COORDINAMENTO TRA LE VARIE ASSOCIAZIONI E MOVIMENTI PER UNA LOTTA COMUNE ALL'EGEMONIA DELLA LOGICA DEL CEMENTO, PERCHE' UN'ALTRA ITALIA E' POSSIBILE E OPPORSI E' UN DOVERE OLTRE CHE UN DIRITTO.

Movimento NO TEM