Lettera aperta all'Amministrazione Comunale di Monza

Innanzitutto ringraziamo l’ass. Colombo per la partecipazione al dibattito del 5 dicembre scorso dedicato al consumo di suolo nella nostra provincia (la seconda più cementificata d’Italia), a partire dal recente “caso Esselunga”. È stato un momento di proficuo confronto su temi complessi e decisivi per la qualità della vita presente e futura nel nostro territorio. Il troppo cemento e le immani (quanto costosissime, inutili e dannose) infrastrutture ancora in cantiere in tutta la Regione non consumano solo le risorse nella nostra disponibilità, ma soprattutto quelle necessarie alla vita dei nostri figli, nipoti e pronipoti.

Non vorremmo dunque che gli spunti emersi in questo primo confronti vengano fatalmente superati dalle molte e pressanti incombenze della “ordinaria” amministrazione.

Per dar seguito agli stimoli della serata del 5 dicembre, come Distretto di Economia Solidale e Gruppi di Acquisto Solidale monzesi, proponiamo all’amministrazione comunale alcune azioni concrete e immediatamente praticabili, anche attraverso atti di democrazia diretta e partecipata, per stimolare tutti gli attori del territorio verso i temi esplorati nell'incontro.

 

Con la presente siamo dunque a chiedere che:

 

1) Il Comune di Monza si impegni attivamente per richiedere alla Regione Lombardia una valutazione ambientale strategica (VAS) che comprenda anche la consultazione dei cittadini.

Riteniamo sia nelle facoltà dell'amministrazione riconsiderare la concessione di edificare nella zona destinata al nuovo supermercato: occorre infatti considerare che l’urbanizzazione ha già pericolosamente trasformato quelli che un tempo erano suoli agricoli in superfici impermeabili, trasformando radicalmente la geografia di Monza, e che nel panorama attuale ci sono nuove emergenze da prendere in considerazione (garanzia della sicurezza alimentare, tutela della salute pubblica dal particolato, rispetto del protocollo di Kyoto);

 

2) L'amministrazione si impegni nella gestione attiva del territorio, anche costruendo politiche volte alla promozione di filiere del cibo biologico locale.

Si propone il censimento delle aree agricole di gestione pubblica, per valutare successivamente un loro eventuale affidamento a operatori agricoli, cercando di favorire l’impiego di giovani e disoccupati, nonché la diffusione dell’agricoltura biologica.

Stimolare la valorizzazione agricola del territorio è infatti una condizione cruciale affinché esso non venga abbandonato nelle mani degli speculatori: un territorio produttivo, inserito nel tessuto economico e che i cittadini percepiscono come “fonte del nutrimento”, sarà più difficile da trasformare in rotonde e centri commerciali. Promuovere l’agricoltura locale implica però stimolare la distribuzione e il consumo di cibo prodotto localmente (come i GAS sanno bene).

Ma locale non basta. L’agricoltura “convenzionale” è spesso responsabile di un pesante impatto ambientale: è necessario e possibile oggi scegliere un modello agroecologico, che ha ampiamente dimostrato di potere garantire standard qualitativi e quantitativi adeguati, nel pieno rispetto della salute e dell’ambiente, a prezzi assolutamente accettabili.

In tal senso è necessario in primo luogo favorire la realizzazione di mercati contadini, per stimolare una maggiore abitudine all’acquisto ordinario (uscendo dalla logica del mercatino episodico, “festivo”, della degustazione eccezionale) di prodotti alimentari locali e biologici.

Il secondo cruciale asse di intervento è l’inserimento nella ristorazione collettiva e scolastica dei prodotti biologici e locali: ove è stato fatto, includendo il requisito nei bandi di assegnazione o attraverso accordi con i ristoratori, ha stimolato significativamente l’espansione del mercato, l’avvio di nuove aziende agricole e il consolidamento delle filiere esistenti.

 

3) L'amministrazione sostenga la crescita di modelli innovativi di governo del sistema alimentare locale.

Riteniamo fondamentale che l’amministrazione partecipi attivamente alla nascita del Parco Agricolo Nord Est (P.A.N.E), sostenendo la realizzazione di un parco che superi la gestione compensativa del verde, compiendo scelte volte a una piena funzionalità agricola sostenibile e di qualità, nel solco di un orientamento agroecologico.

In questa direzione un ulteriore passo importante sarebbe l’adesione alla rete REALSAN (Rete di Autorità e Attori Locali per la Sicurezza Alimentare Nutrizionale), sostenendone lo scambio di buone pratiche e le politiche relative. L’innovazione ecologica della filiera alimentare locale non richiede “solo” volontà politica, ma anche competenze tecniche, che si possono formare a “costo zero” inserendosi nelle reti di scambio di conoscenze già attive.

 

Auspicando un pronto riscontro alle nostre richieste, ringraziamo per l’attenzione e porgiamo un cordiale saluto.

 

Comitato verso il Distretto di Economia Solidale della Brianza

Gruppi d’Acquisto Solidale di Monza

 

Monza, 11 dicembre 2012