Al cemento oggi non c'è più compensazione (anche a Monza)

La recente decisione dell'amministrazione monzese di assecondare il Programma integrato di intervento (PII) presentato dalla società Esselunga e il suo punto vendita svelano le contraddizioni di un modo di fare  politica incapace di assumersi il doveroso patto di solidarietà con le generazioni future.

Ancora una volta ci viene riproposto (con la solita motivazione della legittimità formale) il medesimo vetusto modello, per cui:

- i bilanci si pareggiano con il mattone;
- il diritto del privato va tutelato sopra ogni altro bene collettivo (compresi i beni comuni e la solidarietà generazionale);
- gli spazi verdi e/o agricoli sono "vuoti da riempire".

Da questa Amministrazione ci si aspettava il coraggio della discontinuità per un modello di comunità monzese differente. Ci chiediamo a quale modello di comunità corrisponde l'idea di concentrare due centri commerciali nel giro di pochi centinaia di metri?

Quanti carrelli dobbiamo riempire per compensare l'impatto di questo ennesimo cubo di cemento, della impermeabilizzazione del suolo, della crescita del traffico, dell'abbrutimento del paesaggio e del danno all'ecosistema?

In continuità di una idea forviante di sviluppo viene quindi proposta ai cittadini monzesi la solita risposta: barattare pochi di metri di ciclabile e un sottopasso, per una piastra di cemento che interromperà definitivamente la continuità ecologica dell'ultima cintura verde (ancora agricola e coltivata).

Il Distretto di Economia Solidale della Brianza, in continuità con la battaglia per il diritto al cibo aperta nei confronti della TEM sui campi di Caponago, sottolinea come con il livello di consumo di suolo nell'area briantea e monzese nessuna area agricola sia più compensabile!

La sicurezza alimentare dei nostri figli è anche una responsabilità delle amministrazione locali.

Auspichiamo che l'amministrazione per il futuro sappia esprimere buone pratiche di governo che mettano al centro i cittadini e non sempre e solo gli affari delle imprese, avviando su questi temi un dialogo continuativo con la città, contribuendo a immaginare una città sostenibile e solidale per le generazioni del 2050.

Unendoci al cartello di associazioni monzesi e in ottemperanza convenzione di Århus (firmata dalla Comunità europea e dai suoi Stati membri nel 1998) chiediamo infine che il progetto venga assoggettato a una Valutazione ambientale strategica (VAS).

 

Per approfondire sul “diritto al cibo contro la TEM”:

http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=3661&fromRivDet=145

http://des.desbri.org/spigamadia/progetto-spiga-e-madia

http://des.desbri.org/news/tavola-rotonda-7-ottobre-2012-osnago-interventi

 

Per contatti: 3335318699